Onde d’urto: in quali patologie hanno significato e quali sono le differenze tra le focali e le radiali

Onde d’urto: in quali patologie hanno significato e quali sono le differenze tra le focali e le radiali


Introduzione alle onde d’urto: che cosa sono e a cosa servono

Le onde d’urto rappresentano una delle terapie fisioterapiche più efficaci e utilizzate negli ultimi anni per il trattamento di numerose patologie muscoloscheletriche e tendinee. Si tratta di onde acustiche ad alta energia che, attraverso un meccanismo di stimolazione meccanica, vengono trasmesse ai tessuti corporei per favorire la rigenerazione cellulare, migliorare la circolazione locale e ridurre l’infiammazione.

L’utilizzo delle onde d’urto in ambito medico nasce in origine in campo urologico — con la litotrissia per la frammentazione dei calcoli renali — ma si è poi esteso con grande successo alla fisioterapia e alla medicina dello sport.
Oggi, le onde d’urto vengono impiegate per trattare dolori cronici, tendiniti, calcificazioni e rigidità muscolari che non rispondono ad altre terapie conservative.

La parola chiave di questa terapia è “stimolazione”: le onde d’urto non “mascherano” il dolore, ma agiscono in profondità, inducendo una risposta rigenerativa dei tessuti. Per questo motivo i risultati si manifestano gradualmente, ma sono duraturi nel tempo.
Le onde d’urto possono essere eseguite esclusivamente da professionisti qualificati — fisioterapisti, medici fisiatri o ortopedici — formati nell’uso del macchinario e nella corretta identificazione delle aree da trattare.

Generalmente, si effettuano una seduta a settimana per un totale di 4–6 trattamenti. Già dopo le prime due sedute è possibile percepire un miglioramento significativo del dolore e della funzionalità articolare.

Come agiscono le onde d’urto sul corpo

Per comprendere appieno il funzionamento delle onde d’urto, è utile pensare a come si propagano all’interno dei tessuti. Si tratta di impulsi meccanici ad alta intensità che viaggiano a una velocità superiore a quella del suono. Quando raggiungono la zona bersaglio, provocano microtraumi controllati che stimolano il corpo a reagire attivando i processi di autoriparazione.

Gli effetti principali delle onde d’urto sono:

  1. Stimolazione della neoangiogenesi: ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni che migliorano l’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti danneggiati.
  2. Aumento del metabolismo cellulare: le cellule coinvolte nella rigenerazione (come i fibroblasti e gli osteoblasti) diventano più attive.
  3. Riduzione dell’infiammazione cronica: grazie alla modulazione di mediatori chimici che favoriscono la guarigione.
  4. Effetto antalgico immediato: dovuto all’inibizione dei recettori del dolore e al rilascio di endorfine.
  5. Rimozione delle calcificazioni: in particolare nei tendini (come nel caso della spalla), dove le onde contribuiscono a disgregare i depositi di calcio.

Nel complesso, il trattamento con onde d’urto migliora la mobilità articolare, riduce la rigidità muscolare e accelera i tempi di recupero.

Onde d’urto focali e onde d’urto radiali: le principali differenze

Uno dei punti più importanti da comprendere riguarda la distinzione tra onde d’urto focali e onde d’urto radiali. Entrambe sono efficaci, ma hanno scopi terapeutici e profondità d’azione differenti.

Onde d’urto focali

Le onde d’urto focali hanno senso quando il trattamento richiede una profondità di azione maggiore e una maggiore precisione sul punto da trattare. A differenza delle onde d’urto radiali — che si diffondono più superficialmente e coprono aree più ampie — le focali concentrano l’energia in un punto preciso, raggiungendo anche i tessuti più profondi.

Ecco i principali casi in cui è consigliato utilizzare le onde d’urto focali:

  1. Tendinopatie profonde o croniche
    Come la tendinopatia calcifica della spalla, la tendinopatia rotulea o quella achillea, epicondilite ed epitrocleite dove serve agire in profondità per stimolare la rigenerazione del tendine e ridurre il dolore.
  2. Calcificazioni tendinee
    Le onde focali sono particolarmente efficaci nel disgregare le calcificazioni, poiché possono concentrare l’energia esattamente sulla zona in cui si trova il deposito di calcio.
  3. Fasciti plantari e speroni calcaneari
    Quando il dolore è localizzato e resistente ad altri trattamenti, le onde focali aiutano a migliorare la vascolarizzazione e ridurre l’infiammazione.
  4. Pseudartrosi e ritardi di consolidamento osseo
    Grazie alla capacità di stimolare la neoformazione ossea, vengono impiegate anche in ambito ortopedico per favorire la guarigione delle fratture lente o incomplete.
  5. Lesioni muscolari o tendinee localizzate
    Nei casi in cui è necessario favorire il riassorbimento di piccoli ematomi o accelerare i tempi di recupero dopo un trauma sportivo.
  6. Sindrome del grande trocantere

Le onde d’urto focali sono la scelta giusta quando serve massima precisione, azione profonda e stimolo rigenerativo mirato, spesso eseguite in studio fisioterapico da personale specializzato e con apparecchiature di alta gamma (come le EMS o Storz).

Onde d’urto radiali

Le onde d’urto radiali, invece, sono onde a energia più bassa e con un effetto più diffuso, che si propaga sulla superficie dei tessuti (fino a 3–4 cm di profondità). Sono ideali per trattare zone più ampie e per condizioni muscolari o tendinee superficiali.
Si utilizzano comunemente per:

  • Contratture muscolari
  • Tendiniti superficiali (es. rotulea, achillea)
  • Cellulite e ritenzione linfatica (in ambito estetico)
  • Sindrome della bandelletta ileotibiale
  • Dolore miofasciale.

Quando scegliere le onde d’urto

I benefici delle onde d’urto includono:

  • Riduzione del dolore e dell’infiammazione cronica
  • Miglioramento della mobilità articolare
  • Aumento della forza muscolare
  • Stimolo al metabolismo dei tessuti
  • Effetto rigenerativo duraturo

Le onde d’urto possono essere associate ad altre terapie fisioterapiche, come tecarterapia, massoterapia, esercizi di rinforzo funzionale e ginnastica posturale, per ottenere un recupero più completo e duraturo.

Effetti collaterali e controindicazioni delle onde d’urto

Le onde d’urto sono considerate una terapia sicura e non invasiva, ma — come ogni trattamento medico — richiedono un’adeguata valutazione iniziale.

Gli effetti collaterali più comuni, generalmente lievi e temporanei, possono includere:

  • Rossore o gonfiore nella zona trattata
  • Lieve dolore o fastidio nelle ore successive alla seduta
  • Piccole ecchimosi o sensibilità cutanea

Le controindicazioni comprendono:

  • Presenza di neoplasie o infezioni locali
  • Gravidanza
  • Terapia anticoagulante in corso
  • Portatori di pacemaker (in determinate aree del corpo)
  • Patologie neurologiche acute o epilessia non controllata

Un’attenta anamnesi da parte del fisioterapista o del medico è fondamentale per garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

L’esperienza del paziente: come si svolge una seduta di onde d’urto

Durante la prima visita, il fisioterapista esegue una valutazione funzionale per identificare con precisione l’origine del dolore e stabilire il protocollo terapeutico più adeguato.
Durante la seduta:

  1. Il paziente viene posizionato comodamente, in modo da esporre la zona da trattare.
  2. Viene applicato un gel conduttivo per migliorare la trasmissione delle onde acustiche.
  3. L’operatore regola l’intensità e la frequenza dell’apparecchio in base alla tolleranza e alla profondità del tessuto.
  4. Il trattamento dura in media 10–15 minuti, con un numero di impulsi che varia tra 1000 e 3000 per seduta.

La sensazione percepita è un misto tra fastidio e pressione ritmica, ma non deve mai essere insopportabile. Molti pazienti riferiscono una sensazione di sollievo già dopo le prime sedute, seguita da un miglioramento progressivo nei giorni successivi.

Domande frequenti sulle onde d’urto

Durante la prima visita, il fisioterapista esegue una valutazione funzionale per identificare con precisione l’origine del dolore e stabilire il protocollo terapeutico più adeguato.
Durante la seduta:

  1. Le onde d’urto fanno male?
    Il trattamento può risultare leggermente fastidioso, ma il livello di dolore è generalmente ben tollerato. La sensazione varia in base alla zona trattata e al tipo di onde utilizzate, normalmente le focali sono meno dolorose delle radiali.
  2. Quante sedute servono per ottenere risultati?
    In media, sono necessarie da 3 a 6 sedute, una volta a settimana. Alcune patologie croniche possono richiedere un ciclo più lungo o la ripetizione del trattamento a distanza di tempo.
  3. Posso fare attività sportiva dopo le onde d’urto?
    È consigliabile attendere almeno 24–48 ore prima di riprendere l’attività intensa, per permettere ai tessuti di rispondere al trattamento.
  4. Le onde d’urto sostituiscono la fisioterapia?
    No. Le onde d’urto rappresentano uno strumento terapeutico complementare alla fisioterapia: lavorano in sinergia con esercizi mirati, rieducazione funzionale e terapie manuali.
  5. Quando è preferibile utilizzare le onde d’urto focali rispetto alle radiali?
    Le onde d’urto focali vengono scelte quando è necessario agire in profondità e con precisione millimetrica, ad esempio in caso di calcificazioni tendinee, pseudoartrosi o tendinopatie croniche resistenti ad altri trattamenti.
    Le onde radiali, invece, si utilizzano per problematiche più superficiali o muscolari, come contratture o dolori miofasciali diffusi. La scelta tra i due tipi dipende sempre dalla valutazione clinica del fisioterapista o del medico.

Le onde d’urto rappresentano oggi una delle terapie fisiche più efficaci e scientificamente validate per il trattamento del dolore muscoloscheletrico e delle tendinopatie croniche.
Grazie alla capacità di stimolare la rigenerazione dei tessuti, migliorare la circolazione e ridurre l’infiammazione, le onde d’urto consentono un recupero funzionale più rapido e duraturo, soprattutto se integrate in un percorso di fisioterapia personalizzato.

Affidarsi a un centro specializzato come FisioA significa ricevere una valutazione accurata, un piano terapeutico su misura e la possibilità di combinare le onde d’urto con altri trattamenti riabilitativi di ultima generazione, massimizzando i risultati in termini di benessere e mobilità.

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